Economia e il gioco delle tre carte

Mi colpisce un’intervista del ministro Savona che vorrebbe infondere fiducia sulla volontà del governo di non uscire dall’ Euro ma che a mio avviso è invece preoccupante. Vediamo in questi giorni la polemica tra chi al governo vuole conciliare flat tax e quindi diminuzione delle entrate fiscali con reddito di cittadinanza e abolizione della Fornero, Costo stimato 100 m.di di Euro, non disponibili a bilancio con un debito pubblico del 132% del PIL Per Savona la soluzione appare semplice: vero che siamo molto indebitati ma abbiamo un saldo primario positivo per un 2,7%. Se fosse sfruttato per aumentare la spesa, avremmo più sviluppo e il maggior debito pubblico verrebbe recuperato da un rilancio dell’economia.

Conseguenze: si avrebbe subito un aumento corrispondente del deficit, ossia lo sbilancio tra entrate e uscite; un aumento corrispondente del debito. Queste sono certezze, con conseguente violazione degli impegni di rientro del debito ed entrata in conflitto con la EU. Incerto è invece il recupero legato ad un maggiore sviluppo (non sono un economista ma si fa presto a ragionare con la logica, anche se autorevolmente Cottarelli conferma la mia opinione).

Peggio ancora: si può essere favorevoli o contrari alle teorie keynesiane sul deficit/spending, ossia sulla spesa in investimenti fatta in deficit per sviluppare l’economia. Ma qui non vengono proposti investimenti ma spesa corrente. Giusto ed equo avere un reddito tampone, chiamato di cittadinanza o di disoccupazione o altro, Idem per limare i drammi seguiti alla riforma Fornero, ma se vi sono risorse adeguate. Certo è che non si tratta d’investimenti! Non si prevedono infrastrutture per rendere competitivi i ns. porti p.es. Gioia Tauro o Genova e collegarli con reti ferroviarie di standard EU per il trasporto containers; non si investe sulle ns. università che soffrono ti tagli pesanti, ecc., ecc.

Allora, malgrado il curriculum del ministro Savona, pare che questo governo faccia il gioco delle tre carte, specie per accontentare Di Maio di fronte a un Salvini che sembra dominare la scena mediatica e fa perdere consenso ai Pentastellati.

Il ministro Tria probabilmente non ha molta forza per impedire questo rischio. Un segnale negativo è anche l’attacco ai funzionari del suo ministero, “contrari al nuovo e custodi della rigidità del bilancio” (sic).

Possibile che in economia e in politica tutto sia permesso? Cosa si penserebbe di una famiglia a reddito basso che s’indebita per comprare un’auto di lusso? Sarebbe un modo di sviluppare l’economia producendo e vendendo più auto, si svilupperebbe l’indotto, ecc. Ma i conti di famiglia salterebbero! Questo per semplificare e capire, senza dover essere laureati ad Harvard!

Aldo Mariconda

16/07/2018

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